Al momento stai visualizzando Blocco tir Campania: perché gli scaffali restano vuoti

In Campania i blocchi dei tir sono finiti nella notte tra il 22 e il 23 ottobre, ma scaffali e distributori non tornano pieni da un momento all’altro. Secondo l’ANSA, sono stati rimossi tutti i presidi di autotrasportatori e agricoltori sulla rete autostradale, nel Casertano e nel Salernitano. A Napoli i manifestanti hanno sciolto anche il presidio nella zona del varco Bausan.

La mattina del 23 molti distributori risultavano ancora senza carburante, con lunghe file a quelli aperti. Nei supermercati, rimasti vuoti di gran parte dei prodotti, il rifornimento è ricominciato lentamente.

Per capire perché, servono due chiavi di lettura: come funziona la catena che porta la merce sugli scaffali, e cosa prevede davvero il decreto approvato dal Governo il 22 ottobre.

Come si è arrivati qui

La protesta degli autotrasportatori nasce contro il caro gasolio e ha interessato soprattutto il Mezzogiorno. Dopo l’incontro del 20 ottobre a Milano con il ministro delle Infrastrutture, le regioni hanno preso strade diverse.

Data Cosa è successo
23 ottobre, notte Rimossi tutti i presidi sulle autostrade campane; sciolto il presidio di Napoli (ANSA)
22 ottobre Il Consiglio dei ministri approva il decreto-legge; a Napoli un corteo lento di camion blocca l’uscita delle cisterne di carburante (Leggo)
21 ottobre, sera La Calabria scioglie i presidi (Napolike)
20 ottobre, sera La Sicilia revoca il fermo; in Campania gli autonomi annunciano blocchi almeno fino al 27 ottobre (ANSA)

In Campania i presidi si concentravano ai caselli di Nola sull’A30, sull’A1 e vicino agli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise.

Perché i supermercati non si riempiono subito

Durante il blocco, secondo Il Messaggero, i centri di distribuzione alimentare di Napoli e Cosenza erano pieni ma la merce non poteva partire. Federdistribuzione ha denunciato prodotti deperibili a rischio deterioramento.

Quanto ci vorrà? Le stime arrivano dalle associazioni della distribuzione e vanno lette come tali:

Fonte della stima Tempo indicato Dove è stata riportata
Presidente di Federdistribuzione 2-3 giorni per i freschi, se finisce ogni blocco Radio 24, ripresa da Adnkronos
Presidente di Federdistribuzione almeno 5-6 giorni nelle aree più complesse Fanpage
Presidente di Conad da 3 a 7 giorni Repubblica, ripresa da Leggo

Cosa c’è nel decreto: fondi nuovi e fondi già previsti

Il 22 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge di sostegno ad autotrasporto, agricoltura e pesca. Secondo l’ANSA il pacchetto vale 175 milioni di euro. Per leggerlo bene bisogna separare ciò che è nuovo da ciò che esisteva già.

Il credito d’imposta sul gasolio per l’autotrasporto non è una novità: è uno sconto sulle tasse per chi ha comprato carburante, già previsto per le spese da marzo ad agosto 2026. Il viceministro delle Infrastrutture ha spiegato che il decreto serve a portarne la dotazione da 430 a 480 milioni.

Misura Importo Periodo coperto Nuovo o integrazione
Credito d’imposta gasolio, autotrasporto 45,2 milioni spese marzo-agosto 2026 integrazione di un fondo già esistente
Credito d’imposta gasolio, autotrasporto 60 milioni spese 1° settembre – 5 ottobre 2026 stanziamento nuovo
Sospensione dei canoni di leasing nessuna cifra: è un rinvio fino al 31 marzo 2027 misura nuova
Contributo carburante agricolo fino a 60 milioni, max 45 centesimi al litro acquisti 1° giugno – 15 ottobre 2026 misura nuova
Contributo pesca fino a 10 milioni, 10% della spesa spesa 1° giugno – 15 ottobre 2026 misura nuova

Secondo il ministero dei Trasporti, i 45,2 milioni si aggiungono a 21,2 milioni già previsti da un decreto precedente. La cifra di 480 milioni circolata nei giorni scorsi indica il totale del fondo marzo-agosto, non denaro nuovo.

Il decreto interviene anche sul funzionamento del mercato: per i contratti di autotrasporto di durata superiore a trenta giorni, il ministero pubblicherà ogni trimestre le percentuali minime e massime di incidenza del costo del carburante.

Sospendere non è cancellare: il nodo dei leasing

La misura sui leasing riguarda le imprese di autotrasporto merci per conto terzi iscritte all’Albo nazionale. Potranno chiedere di sospendere fino al 31 marzo 2027 i canoni dei veicoli usati nell’attività; secondo il ministero, si tratta dei canoni in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027.

Sospendere una rata significa rinviarla, non cancellarla: il debito resta.

Chi valuta di chiedere la sospensione fa bene a confrontarsi con un professionista sul proprio contratto.

Le posizioni in campo e i prossimi passaggi

Il Governo presenta il decreto come l’esito di un accordo con le associazioni dell’autotrasporto e parla di risorse già in pagamento. Nel videomessaggio pubblicato il 22 ottobre, la Presidente del Consiglio ha anche chiesto al Ministro dell’Interno di garantire la libera circolazione, richiamando le norme del decreto sicurezza sul blocco stradale.

Una parte degli autotrasportatori campani si è detta delusa dalle misure; alcune sigle avevano annunciato la prosecuzione della protesta fino al tavolo del 27 ottobre al ministero.

I prossimi passaggi da seguire:

  • l’incontro al ministero delle Infrastrutture, annunciato per il 27 ottobre;
  • il ritorno alla normalità di rifornimenti e carburante nei prossimi giorni.

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