INPS

Il numero delle nuove pensioni è in picchiata. Lo ha confermato l’ultimo report ufficiale dell’INPS, che mostra un crollo soprattutto sulle pensioni anticipate e su Opzione Donna. L’importo medio mensile, nonostante l’inflazione galoppante, resta fermo sotto i 1.300 euro. Un dato che fa riflettere, soprattutto per chi è alle porte del pensionamento.

Il taglio dei nuovi trattamenti è legato a regole più severe, meno vantaggi e requisiti sempre più rigidi. In questo articolo vedremo cosa sta succedendo davvero: parleremo del crollo delle pensioni anticipate, delle limitazioni per i dipendenti pubblici, del flop della pensione donna, delle strette su Quota 103 e dei primi numeri sulle pensioni anticipate 2025. Chiudiamo poi con i dati più freschi dell’INPS per questo inizio d’anno.

Pensioni anticipate INPS in netto calo: cosa sta succedendo davvero

Nel 2024 sono state liquidate poco più di 877.000 nuove pensioni. Una cifra bassa se confrontata con gli anni precedenti. L’importo medio? Solo 1.229 euro al mese. La maggior parte di queste pensioni è andata a chi ha raggiunto i requisiti di vecchiaia. Subito dopo, troviamo le pensioni di reversibilità, poi le anticipate.

Le pensioni anticipate dell’ultima ora scendono a poco più di 223.000, contro le 255.000 del 2023. Questo crollo ha diverse cause che meritano attenzione. Vediamole nel dettaglio nel prossimo paragrafo.

Dipendenti pubblici e Quota 103: meno vantaggi, meno pensionati

Una delle prime cause? La stretta decisa sulle pensioni anticipate per i dipendenti pubblici. Chi ha meno di 15 anni di contributi entro il 1996 non ha più le stesse agevolazioni. Risultato: da 59.000 pensioni anticipate nel 2023 si è scesi a 52.000 nel 2024.

Poi c’è Quota 103, che da quest’anno comporta un ricalcolo totalmente contributivo. Insomma, conviene molto meno. Chi può, rimanda l’uscita.

Anche l’opzione che un tempo aiutava le lavoratrici ad andare prima in pensione sta crollando. Nel prossimo paragrafo ne vediamo il motivo.

Crolla anche Opzione Donna: i nuovi paletti frenano le uscite

La pensione opzione donna continua a perdere terreno. Nel 2024 i nuovi trattamenti scendono a 3.573, meno di un terzo rispetto agli 11.996 del 2023. I requisiti sono diventati più rigidi, e sempre meno donne riescono ad accedere.

Le ultime modifiche hanno reso l’opzione donna meno attrattiva, complicando tutto il meccanismo. Un’altra porta che si chiude per molte lavoratrici. Ora passiamo a un altro punto cruciale: i primi dati sulle pensioni del 2025.

2025, si parte male: già in calo le nuove pensioni INPS

Nei primi tre mesi del 2025, per la pensione anticipata, l’INPS ha liquidato solo 194.582 trattamenti. Nello stesso periodo del 2024 erano 243.000. Anche qui, l’importo medio resta modesto: 1.237 euro. Nessuna vera crescita.

Le gestioni con più richieste? FPLD con 83.260 pensioni, seguita da dipendenti pubblici, artigiani, commercianti e parasubordinati. Stabili i numeri tra coltivatori diretti, coloni e per gli assegni sociali.

Chi vuole controllare la propria situazione può farlo su inps.it cedolino pensione, ma con la consapevolezza che la situazione non promette miracoli.

Nel prossimo futuro, le novità sulle pensioni anticipate non sembrano portare buone notizie. Inoltre, la strada verso una pensione opzione donne equa e sostenibile appare ancora lunga.

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