Nel 2025 fare acquisti a rate non è più una scelta comoda, ma spesso una vera necessità. Le famiglie italiane fanno sempre più affidamento su prestiti e finanziamenti, non solo per comprare auto o elettrodomestici, ma anche per far quadrare i conti a fine mese. La cifra complessiva dei prestiti erogati è impressionante: siamo arrivati vicini ai 170 miliardi di euro. Dentro questa montagna di soldi, il credito al consumo pesa quasi il 19%: ben oltre la media europea, che si ferma attorno all’11%.
Insomma, chiedere soldi in prestito è ormai una pratica comune. Questo ha anche un rovescio della medaglia, perché il costo dei finanziamenti è in salita. Di seguito spiegheremo perché tutto costa di più, quanto ci stiamo indebitando davvero e cosa c’è dietro il boom di cessione del quinto. Poi daremo uno sguardo anche a chi, come i pensionati o i giovani under 36, cerca ancora di ottenere un prestito agevolato.
Famiglie italiane, tassi in salita: l’Italia tra le più care d’Europa
Ottenere un finanziamento in Italia è diventato caro, molto caro. A febbraio, il TAEG medio dei prestiti a consumo ha superato il 10,4%. In Francia, lo stesso tasso si ferma al 6,7%, in Germania all’8,3%. Una bella differenza, che pesa eccome sul bilancio mensile delle famiglie italiane. Insomma, comprare a rate conviene sempre meno, ma per tanti è ancora l’unica soluzione.
La situazione non migliora nemmeno se si parla di mutui. Continua l’aumento anche su quelli: in Italia, il TAEG è passato dal 3,5% al 3,58%. Anche altri Paesi stanno seguendo questa tendenza, ma da noi pesa di più perché i salari restano bassi. Tutto questo si riflette anche sulla possibilità di accendere a un mutuo under 36 a tasso fisso, ormai un miraggio per molti giovani.
Il prossimo passo è capire come si muove chi ha uno stipendio fisso o una pensione e cerca di ottenere liquidità.
Boom della cessione del quinto, ma i rischi restano
Dal 2011 al 2024, la cessione del quinto dello stipendio ha fatto un balzo enorme. Oggi è tra le formule più scelte da chi lavora nel pubblico o è in pensione. Anche chi accede ai prestiti INPS per i dipendenti pubblici punta su questa opzione: più sicura per le banche, più facile da ottenere per chi ha entrate regolari. Bisogna però fare attenzione, perché ci si lega per anni e si rischia di trovarsi senza margini.
Chi sta andando in questa direzione sono anche molti pensionati, che trovano respiro con il prestito agevolato per pensionati, anche se le condizioni non sono sempre rose e fiori. C’è anche chi si rivolge al privato: basti pensare ai tanti prestiti Deutsche Bank richiesti, o al sempre più discusso prestito Deutsche Bank per partite IVA, in crescita costante.
Nonostante l’impennata dei tassi, nel 2024 la situazione generale di rischio è migliorata. Il tasso di deterioramento del credito, cioè i prestiti che diventano problematici, è sceso. Questo vuol dire che, in media, le famiglie italiane stanno restituendo i soldi ricevuti. È al Sud che restano forti le difficoltà: redditi bassi, occupazione instabile e meno accesso al credito.