Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, lo scorso 4 agosto, al nuovo Piano Sociale per il Clima, che porterà in Italia circa 9,3 miliardi di euro di aiuti tra riqualificazione energetica degli edifici, elettrificazione dei consumi domestici, bonus in bolletta e sostegno alla mobilità. Si tratta di una delle misure più consistenti degli ultimi anni destinate alle famiglie vulnerabili. Il calendario di attuazione partirà dal 2027 e per alcune misure dal 2028.
Il nodo che il Piano prova ad affrontare
Il Piano nasce per attutire gli effetti dell’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione per edifici e trasporti, che entrerà pienamente in vigore dal 2028 e rischia di trasferire sui prezzi di gas e carburanti i costi sostenuti dai fornitori. È un rischio che si innesta su una situazione già critica: secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre su dati Istat e OIPE (Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica), la povertà energetica in Italia riguarda circa 5,3 milioni di persone, pari a 2,4 milioni di famiglie (il 9,1% del totale), un dato riferito al 2024 e in aumento rispetto al 7,7% del 2022. Il Rapporto Istat 2026 conferma che, pur restando la maggioranza delle famiglie italiane fuori da questa condizione, l’incidenza è cresciuta costantemente negli ultimi tre anni.
Questo dato non è astratto per chi si occupa, come il nostro Centro, di famiglie travolte dai debiti: le bollette non pagate sono tra le cause più ricorrenti dell’ingresso in una spirale di sovraindebitamento. Un’analisi del Centro Studi di Legge3.it sul segmento “consumer”, relativa a luglio 2026, ha rilevato che nell’88,7% dei fascicoli analizzati compaiono utenze non pagate o altri arretrati tra le cause che hanno contribuito alla formazione del debito — un dato che ridimensiona la narrazione del sovraindebitamento come conseguenza di consumi voluttuari.
Cosa prevede concretamente il Piano
Le misure più rilevanti per le famiglie sono:
- Bonus Sociale Energia Plus: 1,34 miliardi di euro dal 2028 al 2031, riconosciuto in bolletta elettrica alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro (circa 4 milioni di nuclei l’anno), modulato anche in base a zona climatica ed esposizione stimata all’ETS2.
- Riqualificazione energetica degli edifici: 3,2 miliardi di euro per l’edilizia residenziale pubblica in classe energetica F e G e per gli immobili delle microimprese vulnerabili.
- Elettrificazione dei consumi domestici: 95,2 milioni di euro per circa 865mila famiglie, per aumentare la potenza elettrica disponibile e favorire l’uso di pompe di calore.
- Conto Mobilità: un portafoglio digitale da 100, 200 o 400 euro l’anno per le persone con ISEE fino a 20.000 euro in condizione di povertà dei trasporti.
Sono misure che, se attuate, potrebbero ridurre l’esposizione delle famiglie ai rincari energetici strutturali. Ma restano subordinate al negoziato con la Commissione europea e ai successivi atti attuativi nazionali: nessuna di queste risorse è quindi immediatamente disponibile.
La lettura del Centro Studi
Il nostro osservatorio quotidiano sulle famiglie in difficoltà economica ci porta a segnalare due criticità. La prima è temporale: tra oggi e l’avvio effettivo dei bonus (2027-2028) le famiglie già esposte a bollette elevate non hanno strumenti aggiuntivi rispetto a quelli attuali. La seconda è di platea: il Piano si rivolge a chi ha già un ISEE certificato entro soglie precise, mentre una parte consistente delle famiglie che si rivolgono al nostro Centro si colloca in una fascia intermedia, con redditi apparentemente sufficienti ma incapaci di reggere spese impreviste — la cosiddetta “nuova fragilità” del ceto medio, di cui abbiamo già scritto in passato.
Per questo continuiamo a ritenere prioritario, accanto agli interventi strutturali annunciati dal Governo, il rafforzamento degli strumenti di tutela legale già disponibili oggi per le famiglie indebitate — dalla rateizzazione delle utenze alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento — nell’attesa che le misure del Piano Clima diventino pienamente operative.