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61mila case popolari vuote: cosa dicono i numeri ufficiali sulla casa

Trovare una casa in affitto, oggi, è più difficile di qualche anno fa. Lo raccontano studenti, lavoratori fuori sede, famiglie. Ma per capire che cosa sta succedendo serve guardare i dati ufficiali, e anche quello che i dati non dicono.

Gli affitti continuano a crescere

Nel secondo trimestre 2026 i nuovi contratti di affitto per abitazioni sono aumentati del 3,1% rispetto a un anno prima. Lo rileva l’Agenzia delle Entrate. Nei comuni classificati ad alta tensione abitativa, dove la domanda di case è più forte, l’aumento sale al 3,7%.

Intanto salgono anche i prezzi delle case in vendita: +5,2% nel primo trimestre 2026 rispetto a un anno prima, secondo l’Istat.

Gli studentati: più posti, ma non tutti pronti

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) prevedeva 60mila nuovi posti letto per studenti universitari. A settembre il Ministero dell’Università ha comunicato di averne attivati oltre 63.200. Il dato va letto con attenzione: i posti già realizzati sono oltre 33mila.

Almeno il 30% dei nuovi posti è riservato a studenti meritevoli con redditi bassi. Almeno il 40% dei 60mila posti finanziati è destinato alle regioni del Sud.

Per dire se questi posti bastano servirebbe un altro numero: quanti studenti fuori sede cercano un alloggio. Su questo, oggi, non disponiamo di un dato ufficiale aggiornato.

Le case popolari: 61mila alloggi vuoti

Gli enti per la casa associati a Federcasa gestiscono 797.034 alloggi di edilizia popolare. Il loro patrimonio vale il 2,3% di tutte le abitazioni del Paese. Il dato è dell’Osservatorio nazionale Federcasa-Nomisma, presentato ad aprile 2026.

Di questi alloggi, 61.300, cioè il 7,7%, sono vuoti perché hanno bisogno di lavori importanti prima di poter essere assegnati. Altri 22.700 sono occupati senza titolo.

E le case nuove? Nel 2024 sono stati avviati i cantieri di 3.700 alloggi popolari, e ne sono stati completati 2.080.

Quante famiglie aspettano una casa popolare? Le cifre che circolano sono molto diverse tra loro, e nessuna proviene da una rilevazione nazionale ufficiale recente. Per questo qui non ne riportiamo nessuna.

Gli affitti brevi: cosa sappiamo

Oggi le case affittate per brevi periodi, per esempio ai turisti, devono essere registrate in una banca dati nazionale del Ministero del Turismo, che assegna a ciascuna un codice.

Questo registro dice quante case sono destinate agli affitti brevi. Non dice quante di queste, prima, erano affittate a chi ci viveva. Il passaggio dagli affitti lunghi a quelli turistici è al centro del dibattito, ma non abbiamo trovato una misura ufficiale a livello nazionale.

In sintesi

Gli affitti crescono, soprattutto dove la domanda è più forte. L’offerta pubblica aumenta, ma lentamente, e una parte resta inutilizzata. Gli affitti turistici sono censiti, ma il loro effetto sulle case disponibili per chi ci vive resta da misurare.

Queste informazioni hanno carattere generale. Per una situazione specifica, come un contratto o uno sfratto, è bene rivolgersi a un professionista.

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