L’abolizione bollo auto è realtà, almeno sulla carta: il Consiglio dei ministri l’ha approvata il 16 settembre 2026, su un veicolo per ogni persona fisica. Non è una misura temporanea, e non ha limiti di reddito o ISEE: in questo senso è diversa dalla maggior parte dei bonus di cui il Centro Studi si occupa di solito.
L’avvocata Elvira Carpentieri, presidente del Centro Studi sulla Crisi Economica delle Famiglie Italiane, richiama comunque l’attenzione su questa misura. Il motivo è semplice: una tassa in meno pesa diversamente a seconda del reddito e del numero di auto possedute in famiglia. Capire chi risparmia davvero, e quanto, aiuta a valutare l’impatto reale sul bilancio delle famiglie.
Cosa prevede l’abolizione del bollo auto
Dal 2027, le persone fisiche non pagheranno più il bollo su un solo veicolo regolarmente assicurato. Vale a prescindere dal reddito. La misura è contenuta nell’art. 2 del decreto-legge n. 189 del 16 settembre 2026, sul sostegno economico contro il caro carburanti.
Per le auto, servono due requisiti: alimentazione a benzina o gasolio (anche ibride), e potenza non superiore a 80 kW. Per moto e ciclomotori non c’è limite di potenza, ma la moto viene esentata solo se il proprietario non ha già un’auto agevolabile entro gli 80 kW.
Secondo le stime del Governo, l’esenzione riguarda circa 13,2 milioni di automobili e 1,1 milioni di motocicli.
Chi ottiene l’esenzione quando si possiede più di un veicolo
Qui si trova il punto più delicato dell’abolizione del bollo auto per le famiglie con più mezzi. La legge non lascia scegliere il contribuente. Decide da sola quale veicolo esentare, seguendo un ordine preciso:
- con una sola auto entro 80 kW: si esenta quella;
- con più auto agevolabili di potenza diversa: si esenta quella con meno kW;
- con più auto agevolabili della stessa potenza: si esenta quella con il bollo più basso;
- con un’auto agevolabile e una moto: si esenta l’auto, la moto continua a pagare;
- con solo auto sopra gli 80 kW e una moto: si esenta la moto;
- con solo auto sopra gli 80 kW: nessuna esenzione.
Questa regola produce un effetto che vale la pena spiegare con un esempio concreto. Una famiglia con un’Euro 6 da 55 kW e un’Euro 6 da 77 kW vede esentata la prima, con un risparmio di 141,90 euro. La seconda auto, quella più grande, continua a pagare 198,66 euro. Il risparmio totale è quindi più basso di quanto sarebbe stato se la legge avesse permesso di scegliere l’auto con il bollo più alto da esentare.
I dati disponibili
Il risparmio concreto dipende dalla tariffa regionale e dalla potenza del veicolo esentato. Per fare un esempio, basato sul tariffario della Regione Emilia-Romagna, un’auto Euro 6 da 80 kW comporta un’esenzione di 206,40 euro l’anno. Le tariffe di ciascuna Regione possono discostarsi da questo valore: chi vuole una stima precisa deve verificare la tariffa applicata nella propria Regione di residenza.
Lo Stato ha stanziato 2.293,5 milioni di euro per il 2027, a compensazione del mancato gettito delle Regioni, a fronte di un costo complessivo della misura stimato in 2,362 miliardi di euro.
Chi resta escluso dall’abolizione del bollo auto
L’esenzione non si applica in diversi casi. Restano esclusi:
- i veicoli intestati a società o enti, non a persone fisiche;
- le auto con potenza superiore a 80 kW;
- le auto elettriche o con alimentazione diversa da benzina e gasolio, per le quali restano valide le eventuali esenzioni regionali già in vigore;
- i veicoli privi di assicurazione;
- il secondo veicolo, e quelli successivi, intestati alla stessa persona.
Non viene toccato nemmeno il superbollo, l’addizionale dovuta sulle auto con potenza superiore a 185 kW.
Il quadro normativo: cosa è già approvato, e cosa può ancora cambiare
Il decreto-legge è già entrato in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Deve però essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, secondo quanto previsto dall’art. 77 della Costituzione. In sede di conversione, il Parlamento può modificare requisiti e platea dei beneficiari.
Questo significa che, pur trattandosi di una misura già operativa, i dettagli applicativi potrebbero ancora cambiare nelle prossime settimane. È utile monitorare l’iter di conversione prima di considerare definitivi tutti gli aspetti descritti in questo articolo.
Le conseguenze per le famiglie
Per una famiglia con una sola auto di piccola o media cilindrata, il beneficio è diretto e immediato: un risparmio fisso ogni anno, senza dover fare domanda e senza soglie di reddito da rispettare. È una misura che, in questo senso, raggiunge tutti allo stesso modo, incluse le famiglie a basso reddito che magari non avrebbero i requisiti per altri bonus legati all’ISEE.
Per le famiglie con più di un’auto, il beneficio è più limitato di quanto sembri a prima vista. La regola che assegna l’esenzione al veicolo con la potenza minore, non a quello scelto dal contribuente, riduce il risparmio complessivo rispetto a uno scenario in cui la famiglia potesse scegliere liberamente quale bollo azzerare. Le famiglie numerose, che spesso hanno bisogno di più di un’auto per esigenze di lavoro o di trasporto dei figli, potrebbero quindi beneficiare meno, in proporzione, di famiglie con una sola auto.
Va anche considerato che la misura non tocca le auto più grandi e potenti, spesso proprio quelle utilizzate dalle famiglie numerose o da chi deve trasportare più persone o materiali. Chi possiede solo un’auto sopra gli 80 kW, senza altri veicoli, non ottiene alcuna esenzione.
La posizione del Centro Studi
Per il Centro Studi, l’abolizione del bollo su un veicolo rappresenta una misura di sollievo fiscale generalizzato, utile in un momento in cui altre spese fisse per le famiglie, dai carburanti alle bollette, restano sotto pressione. La sua assenza di soglie di reddito è un elemento positivo, perché raggiunge anche le famiglie che non hanno i requisiti ISEE per altri bonus.
Resta però, secondo l’avvocata Carpentieri, un limite strutturale nella misura: la regola sull’assegnazione automatica dell’esenzione, quando si possiede più di un veicolo, penalizza proprio le famiglie che, per necessità pratiche legate al numero di componenti o alle esigenze di lavoro, devono possedere più di un’auto. Un margine di scelta lasciato al contribuente, tra i veicoli posseduti, avrebbe permesso di massimizzare il beneficio per le famiglie con più necessità di mobilità, senza aumentare il costo complessivo della misura per lo Stato.
Cosa possono fare le famiglie
- verificare quale dei propri veicoli risulterà esentato secondo la regola di legge, in particolare se si possiede più di un’auto o un’auto insieme a una moto;
- calcolare il risparmio atteso in base alla tariffa applicata dalla propria Regione, utilizzando gli strumenti di calcolo del bollo auto disponibili online;
- verificare che il veicolo che si prevede sarà esentato sia regolarmente assicurato, requisito necessario per accedere al beneficio;
- seguire l’iter di conversione del decreto in Parlamento, nei 60 giorni previsti, per verificare se emergono modifiche ai requisiti o alla platea;
- per le famiglie con più veicoli, valutare se convenga, in prospettiva, riorganizzare il parco auto familiare tenendo conto della nuova regola sull’esenzione.
Non esistono soluzioni automatiche uguali per tutti. Ogni famiglia dovrebbe valutare la propria situazione in base al numero e alla potenza dei veicoli posseduti.
Conclusioni
L’abolizione del bollo auto su un veicolo per persona fisica, approvata il 16 settembre 2026, rappresenta una misura di sollievo fiscale ampio, senza soglie di reddito, ma con un meccanismo di assegnazione automatica che limita il beneficio per le famiglie con più di un’auto. Il Centro Studi continuerà a seguire l’iter di conversione in legge del decreto nelle prossime settimane, e a valutarne l’impatto concreto sul bilancio delle famiglie italiane, in particolare di quelle numerose o con più esigenze di mobilità.