Nel 2024 le famiglie italiane hanno messo da parte più soldi che prima della pandemia. Ma i dati più recenti, diffusi questa settimana, indicano un’inversione di tendenza. E il dato più ripreso dai giornali, quello sullo smart working, va letto con attenzione.
Partiamo dalla fotografia annuale. Secondo l’ultima rilevazione disponibile per provincia, la quota di reddito che le famiglie risparmiano è passata dal 7,55% del 2019 all’8,28% del 2024. In pratica, su 100 euro disponibili, poco più di 8 non vengono spesi.
La media nazionale però nasconde distanze molto ampie. Al Nord la quota risparmiata è del 9,73%, al Centro del 7,28%, nel Sud e nelle Isole del 6,08%. Anche le singole province sono lontanissime tra loro: Biella è prima con il 14,37%, Crotone ultima con il 4,30%. Le prime 21 province in classifica sono tutte del Nord. La prima del Sud è Avellino, al 22° posto.
Guardando agli euro, la distanza aumenta ancora. Nel 2024 ogni milanese ha risparmiato in media 3.920 euro, contro una media nazionale di 1.918 euro e di 1.081 euro nel Mezzogiorno. A Milano si risparmia quindi più del doppio della media italiana e oltre tre volte e mezzo il dato del Sud.
Il nodo dello smart working. Molti titoli hanno riassunto così: “lo smart working vale mille euro”. Il dato esiste. Nei territori dove si lavora da casa più della media nazionale si sono risparmiati 2.697 euro a testa nel 2024, contro 1.615 euro nei territori dove il lavoro da remoto è meno diffuso.
Ma quali sono questi territori? Sono 7 province (Varese, Pavia, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Trieste e Parma) e 7 città metropolitane (Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Cagliari). Il Centro Studi ha confrontato questo elenco con la classifica del risparmio. Sono in gran parte aree con redditi alti, e il reddito da solo spinge il risparmio. Inoltre Roma (7,28%) e Cagliari (5,06%) fanno parte del gruppo “ad alto smart working” ma risparmiano meno della media nazionale. Il confronto tra territori mostra quindi un legame, non dimostra che chi lavora da casa risparmi mille euro in più.
La novità di ottobre. Le stime ufficiali diffuse il 5 ottobre 2026 sul secondo trimestre di quest’anno indicano che la quota di reddito risparmiata è scesa al 6,7%, 1,2 punti in meno rispetto ai tre mesi precedenti. Il reddito delle famiglie è cresciuto dello 0,4%, la spesa per consumi dell’1,7%, e il potere d’acquisto è calato dello 0,9%. In parole semplici: le famiglie hanno speso di più, ma il reddito non ha tenuto il passo.
Una precisazione: il 6,7% e l’8,28% non si possono confrontare direttamente. Il primo è una stima nazionale trimestrale, depurata dagli effetti stagionali e soggetta a revisioni. Il dato del primo trimestre, ad esempio, è già stato corretto dall’8,0% al 7,9%. Il secondo è una ricostruzione annuale, provincia per provincia, riferita al 2024. Raccontano due momenti diversi. Insieme dicono che dopo anni di crescita, a metà 2026 la capacità di risparmio delle famiglie ha rallentato