Il 14 ottobre la Camera ha approvato in prima lettura il ddl caregiver, il disegno di legge del Governo sul riconoscimento dei caregiver familiari: le persone che assistono gratuitamente un proprio caro con disabilità o non autosufficiente. [VOTO: 153 sì, 105 no, 4 astenuti — inserire solo dopo verifica sul resoconto della seduta]. Il testo passa ora al Senato. È la prima volta che una legge nazionale organica sul tema supera un ramo del Parlamento: secondo la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, in dieci anni si erano susseguite circa trenta proposte, nessuna arrivata all’approvazione.
Quanti sono i caregiver. L’ultima indagine Istat disponibile, del 2019, stima oltre 7 milioni di persone che assistono un familiare almeno una volta a settimana. Il dato comprende chi dedica poche ore come chi assiste a tempo pieno: è la platea potenziale, non quella che riceverà un sostegno economico.
Cosa prevede il testo. Il ddl caregiver distingue quattro profili in base all’impegno di cura. Al vertice c’è il caregiver “prevalente”: convive con la persona assistita, che deve essere non autosufficiente, e le dedica almeno 91 ore a settimana, cioè 13 ore al giorno. Seguono il caregiver convivente tra 30 e 91 ore, quello non convivente con almeno 30 ore e chi assiste tra 10 e 30 ore settimanali.
Il riconoscimento passa da una piattaforma dell’INPS, che secondo il testo della Commissione deve essere attiva entro il 2 gennaio 2027. Le tutele non economiche crescono con l’impegno. Ai primi due profili spettano flessibilità sul lavoro, priorità per il part-time, sostegno psicologico e sostituzione in caso di emergenza; ai primi tre anche la cessione di ferie e riposi da parte dei colleghi e il riconoscimento delle competenze come crediti formativi. Per i genitori di figli con disabilità il congedo parentale si estende fino ai 18 anni.
Il contributo economico. Spetta solo al caregiver prevalente, a condizioni precise: reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi l’anno e ISEE fino a 25.000 euro. In commissione la soglia ISEE è stata alzata dai 15.000 euro del testo iniziale. L’importo massimo è di 1.200 euro a trimestre, cioè 400 euro al mese, ma viene fissato ogni tre mesi in base alle risorse disponibili e al numero di aventi diritto. Tra 15.000 e 25.000 euro di ISEE si riduce in proporzione.
Le risorse. La legge costa 257 milioni nel 2027 e 260 milioni l’anno dal 2028. Al solo contributo vanno 186 milioni nel 2027 e circa 251 milioni dal 2028; il resto copre la piattaforma INPS, le assunzioni dell’Istituto e le altre misure. Si tratta in gran parte di fondi già stanziati con la legge di bilancio 2026 e di una quota del Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità.
Cosa succede ora. Il ddl caregiver deve essere approvato dal Senato; se verrà modificato, tornerà alla Camera. Dopo l’approvazione definitiva serviranno diversi decreti attuativi per rendere operative le misure. Fino ad allora nessun contributo è richiedibile: chi vive questa situazione può rivolgersi ai servizi sociali del proprio comune o a un patronato per le tutele già oggi in vigore.