Al momento stai visualizzando Salute famiglie italiane: i dati ISTAT 2025 su peso e sedentarietà

Quanto incidono gli stili di vita sulla salute delle famiglie italiane? I nuovi dati ISTAT 2025 mostrano un quadro con luci e ombre: la sedentarietà diminuisce, ma eccesso di peso, fumo, alcol e nuovi prodotti del tabacco restano fattori di rischio importanti.

Secondo ISTAT, nel 2025 la sedentarietà riguarda ancora il 30,8% della popolazione dai 3 anni in su. Significa che circa tre persone su dieci non praticano né sport né attività fisica nel tempo libero. Il comunicato ISTAT è stato pubblicato il 1° aprile 2026.

Sedentarietà in calo, ma ancora diffusa

La buona notizia è che la sedentarietà continua a ridursi. Rispetto al 2024, il calo è di 2,4 punti percentuali. Nel 2015 riguardava il 39,9% della popolazione, mentre nel 2025 scende al 30,8%.

Il miglioramento è evidente, ma il numero resta alto: oltre 17 milioni di persone dichiarano di non svolgere attività fisica nel tempo libero.

Muoversi di più non significa necessariamente praticare sport a livello intenso. Può voler dire camminare, usare meno l’auto quando possibile, fare le scale, accompagnare i figli a piedi o ridurre il tempo trascorso seduti.

Sono piccoli gesti, ma possono incidere sulla salute nel lungo periodo.

Eccesso di peso: quasi un adulto su due

Uno dei dati più rilevanti riguarda il peso corporeo. Nel 2025 il 46,4% degli adulti è in eccesso di peso: il 34,8% è in sovrappeso e l’11,6% è in condizione di obesità, pari a circa 5 milioni e 750mila persone.

Il dato è stabile negli ultimi tre anni, ma resta molto alto. In pratica, quasi un adulto su due vive una condizione di eccesso ponderale.

Il fenomeno riguarda soprattutto gli uomini: il 55,1% degli uomini adulti è in eccesso di peso, contro il 38,2% delle donne.

Il tema non è solo estetico. Eccesso di peso e obesità aumentano il rischio di sviluppare malattie croniche. Per questo la prevenzione è fondamentale, soprattutto nella vita familiare, dove si costruiscono molte abitudini alimentari e quotidiane.

Bambini e ragazzi: attenzione alle abitudini familiari

Il problema riguarda anche i più giovani. Nel biennio 2024-2025, il 26% dei bambini e ragazzi tra 3 e 17 anni risulta in eccesso di peso.

La quota è più alta tra i bambini da 3 a 10 anni, dove arriva al 32,3%. Questo significa che quasi un bambino su tre, in quella fascia d’età, presenta eccesso ponderale.

È un dato da non sottovalutare, perché le abitudini costruite nei primi anni possono incidere sulla salute futura.

Alimentazione, movimento, tempo davanti agli schermi e attività nel tempo libero dipendono anche dal contesto familiare. Ma non tutte le famiglie hanno le stesse possibilità: sport, alimentazione sana e spazi adeguati possono avere costi o essere meno accessibili in alcuni territori.

Fumo, alcol e nuovi prodotti del tabacco

ISTAT segnala che nel 2025 il 18,6% della popolazione è fumatore. Inoltre, il 15,1% delle persone di 11 anni e più presenta almeno un comportamento di consumo di alcol a rischio.

Un altro dato importante riguarda la sigaretta elettronica e i prodotti a tabacco riscaldato non bruciato: il loro utilizzo è quasi raddoppiato in quattro anni, passando dal 3,9% del 2021 al 7,4% del 2025.

Questo mostra che i comportamenti a rischio cambiano forma. Non c’è solo la sigaretta tradizionale, ma anche nuovi prodotti che entrano nelle abitudini quotidiane.

Per le famiglie il tema è doppio: da un lato c’è la salute, dall’altro anche il costo economico di abitudini che possono pesare sul bilancio mensile.

Salute e difficoltà economica: perché sono collegate

La salute non dipende solo dalle scelte individuali. Dipende anche dal contesto sociale, economico e familiare.

Una famiglia con redditi bassi, lavoro precario, poco tempo libero o difficoltà ad accedere ai servizi può avere meno possibilità di fare prevenzione.

Mangiare meglio, praticare sport, fare controlli, vivere in quartieri con spazi sicuri o iscrivere i figli ad attività fisiche non è sempre semplice. In alcuni casi può diventare anche una questione economica.

Per questo parlare di salute significa parlare anche di disuguaglianze, costo della vita e qualità delle opportunità disponibili.

Prevenire significa proteggere la famiglia

I dati ISTAT mostrano un miglioramento sulla sedentarietà, ma confermano che molti fattori di rischio restano presenti.

Eccesso di peso, fumo, alcol e inattività fisica sono comportamenti modificabili. Proprio per questo la prevenzione è importante.

Per le famiglie significa prestare attenzione alle abitudini quotidiane: più movimento, alimentazione più equilibrata, minore consumo di alcol, attenzione al fumo e maggiore consapevolezza sui nuovi prodotti del tabacco.

Ma significa anche riconoscere che non tutte le famiglie partono dalle stesse condizioni. Salute, reddito, lavoro, scuola, territorio e accesso ai servizi sono collegati.

La prevenzione, quindi, non riguarda solo il singolo individuo. Riguarda l’intero equilibrio familiare e sociale.

Fonte: ISTAT, “Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol – Anno 2025”, pubblicato il 1° aprile 2026.

 

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