La desertificazione bancaria continua a ridurre la presenza degli istituti di credito sul territorio italiano. A un anno dal mio intervento a Radio Kiss Kiss, la situazione resta preoccupante, soprattutto per anziani, famiglie fragili, piccoli imprenditori e cittadini che vivono nelle aree interne.
La digitalizzazione dei servizi finanziari ha cambiato il modo di utilizzare la banca. Tuttavia, la chiusura degli sportelli non produce le stesse conseguenze per tutti. Chi possiede competenze digitali può gestire online molte operazioni. Chi non dispone di strumenti, connessione o autonomia rischia invece di incontrare nuove barriere.
Desertificazione bancaria: in Italia chiusi 514 sportelli
Secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia, alla fine del 2025 le banche italiane e le filiali di banche estere presenti nel Paese disponevano di 19.140 sportelli operativi.
Alla fine del 2024 gli sportelli erano 19.654. In un solo anno ne sono quindi scomparsi 514, con una riduzione del 2,6%.
La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane. È stata percentualmente più accentuata nelle Marche, in Toscana, in Calabria e in Veneto.
Il fenomeno non è nuovo. Tra il 2008 e il 2022, il numero degli sportelli bancari in Italia era già diminuito di circa il 40%. Il processo si è intensificato soprattutto a partire dal 2015.
Un fenomeno che riguarda tutta l’Europa
La riduzione della rete fisica non riguarda soltanto l’Italia.
Secondo gli indicatori strutturali pubblicati dalla Banca centrale europea, nel 2025 il numero degli uffici bancari nell’Unione europea è diminuito del 2,62%.
La riduzione ha coinvolto 23 Paesi su 27. Alla fine dell’anno, nell’Unione europea erano presenti 122.889 uffici bancari, dei quali oltre l’86% situato nell’area dell’euro.
Questi numeri mostrano una trasformazione generale del sistema bancario. Le filiali diminuiscono mentre crescono i servizi disponibili attraverso siti, applicazioni e altri canali a distanza.
Il passaggio al digitale può produrre vantaggi. Può ridurre i tempi, semplificare alcune operazioni e consentire al cliente di utilizzare i servizi senza raggiungere una filiale.
Non tutti, però, partono dalle stesse condizioni.
Il digitale non può sostituire ogni servizio
Nel 2025 il 74% degli utenti internet dell’Unione europea ha utilizzato servizi di online banking.
Il dato scende al 61% tra le persone di età compresa tra 65 e 74 anni. Le percentuali sono riportate nell’analisi Eurostat sulla digitalizzazione in Europa.
Il divario è ancora più evidente se si considerano le competenze digitali. Nel 2025 soltanto il 60% dei cittadini europei tra 16 e 74 anni possedeva competenze digitali almeno di base.
Nella fascia tra 65 e 74 anni, la quota era pari al 38% tra gli uomini e al 29% tra le donne.
Avere accesso a internet, quindi, non significa necessariamente essere in grado di gestire in autonomia un conto corrente, autorizzare un pagamento o comprendere una comunicazione bancaria.
Chi rischia di essere escluso
La desertificazione bancaria colpisce in modo particolare le persone che hanno maggiormente bisogno di assistenza.
Tra i soggetti più esposti rientrano:
- anziani con competenze digitali limitate;
- persone con disabilità;
- famiglie prive di una connessione adeguata;
- cittadini residenti nelle aree interne;
- persone con difficoltà economiche;
- piccoli imprenditori e commercianti;
- clienti che devono affrontare problemi complessi con mutui o finanziamenti.
Per queste persone, la presenza fisica della banca può rappresentare un punto di riferimento.
Un anziano può avere bisogno di assistenza per controllare un movimento o autorizzare un’operazione. Una famiglia indebitata può dover chiedere chiarimenti su una rata, una segnalazione o una comunicazione ricevuta. Una piccola impresa può avere bisogno di confrontarsi con un referente sulla liquidità o sull’accesso al credito.
Spostare ogni rapporto online può trasformare la distanza fisica in una forma di esclusione economica.
L’accesso ai servizi non è peggiorato per tutti
È importante evitare conclusioni generalizzate.
Una nota della Banca d’Italia, pubblicata nel novembre 2025, ha rilevato che tra il 2008 e il 2022 alla riduzione degli sportelli non si è associato, in generale, un peggioramento dell’accesso delle famiglie ai servizi finanziari legati ai depositi.
Il dato dimostra che i canali digitali hanno compensato una parte della riduzione della rete fisica. Tuttavia, la stessa analisi evidenzia differenze importanti nell’uso dei servizi a distanza.
Nel 2022 soltanto il 25% dei nuclei con persona di riferimento di età superiore a 65 anni dichiarava di aver utilizzato collegamenti a distanza con gli intermediari. Tra le famiglie più giovani la percentuale raggiungeva il 66%.
Il problema non riguarda quindi tutti i clienti nello stesso modo. Si concentra sulle persone che non riescono a sostituire lo sportello con il digitale.
Desertificazione bancaria e aree vulnerabili
La chiusura di una filiale produce conseguenze diverse a seconda del territorio.
In una città ben collegata, il cliente può trovare un altro sportello a pochi chilometri. In un piccolo comune o in un’area interna, invece, la filiale più vicina può trovarsi a una distanza considerevole.
La mancanza di trasporti pubblici rende il problema ancora più grave. Una persona anziana o priva di automobile può essere costretta a dipendere da familiari e conoscenti anche per un’operazione bancaria essenziale.
La desertificazione può accentuare il divario tra:
- città e piccoli comuni;
- aree centrali e periferiche;
- territori serviti e aree interne;
- persone digitalmente autonome e cittadini fragili.
La chiusura di una banca si aggiunge spesso alla riduzione di altri servizi locali, come uffici postali, presìdi sanitari e trasporti.
Perché serve un intervento pubblico
L’articolo 47 della Costituzione stabilisce che la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme. Prevede inoltre che lo Stato disciplini, coordini e controlli l’esercizio del credito.
Questo principio consente di considerare l’accessibilità dei servizi bancari come una questione di interesse pubblico. Non significa che ogni istituto debba mantenere aperta qualsiasi filiale indipendentemente dai costi.
Significa, però, che la trasformazione del sistema non può ignorare le conseguenze sociali e territoriali.
A mio avviso, è necessario valutare una disciplina che garantisca un presidio bancario minimo nelle zone più vulnerabili.
Le aree potrebbero essere individuate considerando:
- la distanza dallo sportello più vicino;
- l’età media della popolazione;
- la fragilità economica del territorio;
- la disponibilità di trasporti;
- la qualità della connessione;
- il livello di utilizzo dei servizi digitali;
- la presenza di altri servizi pubblici.
Quali presìdi bancari si potrebbero introdurre
Garantire una presenza minima non significa necessariamente imporre una filiale tradizionale aperta ogni giorno.
Si potrebbero prevedere soluzioni più flessibili:
- sportelli condivisi da più istituti;
- presìdi aperti in giorni prestabiliti;
- uffici bancari mobili;
- convenzioni con Comuni e altri enti territoriali;
- punti di assistenza per le operazioni essenziali;
- supporto fisico per l’uso dei servizi digitali;
- sistemi protetti di videocollegamento con operatori bancari.
L’obiettivo non deve essere bloccare l’innovazione. Deve essere impedire che la digitalizzazione produca esclusione.
Il tema si collega al rapporto più ampio tra diritti fondamentali, accesso al credito e crisi economica.
Una banca digitale non deve diventare distante
La trasformazione digitale è inevitabile e può migliorare molti servizi. Tuttavia, una banca più digitale non deve diventare una banca più lontana.
La desertificazione bancaria rischia di ampliare le disuguaglianze tra territori forti e fragili. Può inoltre aumentare la dipendenza delle persone anziane da familiari o terzi, con possibili conseguenze anche sulla sicurezza delle operazioni.
Il credito e il risparmio non possono diventare accessibili soltanto a chi possiede uno smartphone, una buona connessione e adeguate competenze digitali.
Serve un modello equilibrato: servizi online dove sono realmente accessibili e presenza fisica dove rimane necessaria.