La Manovra 2025 introduce importanti novità per le famiglie italiane, con misure di sostegno che spaziano dal bonus per i nuovi nati ai congedi parentali più generosi. Nonostante alcune restrizioni, come il taglio alle detrazioni per i figli a carico, sono previsti incentivi per le lavoratrici madri e supporto economico per i nuclei meno abbienti. Scopriamo di seguito le principali misure.
Manovra 2025: la riduzione delle detrazioni familiari a carico
La Manovra 2025 inaugura purtroppo una serie di restrizioni in materia di detrazioni fiscali per i familiari a carico. Il trattamento fiscale per i figli a carico, che supera i 21 anni, resta invariato a 950 euro. Tuttavia, l’introduzione di un nuovo vincolo anagrafico cambia la situazione per le famiglie con figli oltre i 30 anni, escludendo la detrazione fiscale, a meno che non si tratti di figli con disabilità accertata. È un colpo per molte famiglie che fanno affidamento su queste detrazioni per alleggerire il carico fiscale.
La normativa attuale considera un familiare a carico quando il reddito non supera i 2.840,51 euro oppure i 4.000 euro per figli fino a 24 anni. Inoltre, la detrazione di 750 euro per altri familiari a carico è limitata solamente agli ascendenti conviventi, ed esclude una vasta gamma di parenti precedentemente inclusa. Nel prossimo paragrafo, parleremo delle agevolazioni per i nuovi nati e dei congedi parentali.
Bonus nuove nascite e congedi parentali
Il Governo ha previsto un bonus di 1.000 euro per le nascite nel 2025, rivolto a famiglie con un ISEE fino a 40mila euro. Esentasse e una tantum, l’incentivo sarà erogato dall’INPS il mese successivo alla nascita, previa richiesta. Questa misura è un chiaro segnale della volontà di sostenere le famiglie in un momento importante.
Le misure relative ai congedi parentali, invece, sono un’autentica novità dedicata ai genitori italiani. Il nuovo provvedimento prevede tre mensilità di congedo retribuite all’80%. L’agevolazione è valida se il congedo viene utilizzato entro i primi sei anni di vita del bambino.
Pur non aumentando la durata totale dei congedi disponibili, offre un’opportunità di equilibrio tra lavoro e vita familiare. Di seguito parleremo delle politiche di decontribuzione, rivolte a ridurre gli oneri contributivi per le lavoratrici madri.
Manovra 2025: decontribuzione lavoratrici madri
La decontribuzione per le lavoratrici madri prevista nella Manovra 2025 è progettata per supportare le donne con redditi fino a 40mila euro annui, allentando la pressione contributiva. È applicabile sia alle lavoratrici dipendenti che autonome con almeno due figli, fino al decimo compleanno del più piccolo. Dal 2027, l’agevolazione si estenderà fino alla maggiore età per chi ha almeno tre figli. Ci sono altre novità e sviluppi per le famiglie nella Manovra 2025: andiamo a scoprirli di seguito.
Altre novità e sviluppi per le famiglie
Le modifiche alla Manovra 2025 hanno introdotto alcuni cambiamenti per supportare meglio le famiglie italiane in diversi ambiti. Una delle misure più promettenti è la revisione dell’Assegno Unico Universale che esclude dal calcolo dell’ISEE le somme già percepite tramite questo beneficio, semplificando l’accesso ad ulteriori agevolazioni come il bonus asili nido.
Inoltre, la Carta dedicata a te, destinata all’acquisto di beni di prima necessità, continua a ricevere attenzione con il rifinanziamento per le famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. Per chi affronta difficoltà economiche, l’Assegno di Inclusione è stato aumentato.
Infine, il Fondo Prima Casa, che è stato ristrutturato per focalizzarsi sulle giovani coppie, sui nuclei con figli minori, sugli under 36 e sui residenti in alloggi popolari, mentre viene confermata la proroga della garanzia dell’80% fino al 2027.