Il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 introduce una misura nuova per le famiglie con redditi più bassi: il programma sperimentale di noleggio sociale a lungo termine di auto a basse emissioni.
Si tratta di una misura prevista dall’articolo 7 del decreto, pensata per consentire a persone fisiche con ISEE inferiore a 30.000 euro di accedere a un’auto nuova senza doverla acquistare subito.
Il tema riguarda direttamente la crisi economica delle famiglie, perché per molti nuclei familiari l’auto non è un lusso, ma uno strumento necessario per lavorare, accompagnare i figli, raggiungere scuole, ospedali, uffici pubblici o zone non servite adeguatamente dai mezzi pubblici.
Chi può accedere al noleggio sociale auto
I requisiti già previsti dal DPCM sono chiari.
Il richiedente deve essere una persona fisica e deve avere un ISEE inferiore a 30.000 euro.
È importante usare questa formula: “inferiore a 30.000 euro”, perché il decreto non parla genericamente di ISEE “fino a 30.000 euro”.
La misura non è quindi rivolta alle imprese o alle società, ma ai cittadini e alle famiglie che rientrano nella soglia economica stabilita.
Quale auto si può noleggiare
Il programma riguarda auto di categoria M1, cioè autovetture.
Il veicolo deve essere nuovo di fabbrica, acquistato e immatricolato in Italia, omologato in una classe non inferiore a Euro 6 e con emissioni fino a 135 grammi di CO2 per chilometro.
Il contratto di noleggio deve avere una durata non inferiore a 36 mesi.
Questo significa che non si tratta di un noleggio breve, ma di un noleggio sociale a lungo termine.
Rottamazione obbligatoria
Per accedere alla misura è previsto anche un obbligo di rottamazione.
Il beneficiario deve rottamare un veicolo di categoria M1 fino a Euro 4, immatricolato in Italia e intestato da almeno 12 mesi al richiedente oppure a un familiare convivente.
Questo requisito è importante perché collega la misura non solo al sostegno alla mobilità delle famiglie, ma anche al rinnovo del parco auto e alla riduzione delle emissioni.
La misura è già operativa?
No.
Al 29 giugno 2026, il noleggio sociale auto è stato istituito dal DPCM Automotive, ma non è ancora concretamente operativo.
Il decreto prevede infatti che un successivo decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy definisca le modalità operative e gestionali del programma, compresi i rapporti con ACI, che sarà il soggetto incaricato della gestione.
Questo significa che, al momento, le famiglie interessate non possono ancora presentare domanda.
Bisognerà attendere il decreto attuativo, che dovrà chiarire come fare richiesta, quali documenti presentare, quali saranno i criteri di assegnazione dei veicoli, come verrà determinato il canone agevolato e quando partirà concretamente il programma.
Dotazione e gestione del programma
Il DPCM prevede una dotazione di 50 milioni di euro, disponibili sui residui 2025 del Fondo Automotive.
La gestione del programma sarà affidata ad ACI, Automobile Club d’Italia, ente pubblico con competenze in materia di servizi legati alla mobilità.
La sperimentazione del programma dovrà concludersi entro il 30 giugno 2030.
Si potrà acquistare l’auto alla fine del noleggio?
Il decreto prevede anche una possibilità di acquisto a fine contratto.
Alla scadenza del noleggio, ACI potrà cedere il veicolo allo stesso utilizzatore con uno sconto non inferiore al 10% rispetto alle quotazioni medie di mercato.
Per farlo, però, l’utente dovrà manifestare interesse entro 90 giorni dal termine del contratto di noleggio.
Anche questo passaggio dovrà essere letto insieme alle regole operative che saranno definite dal decreto attuativo.
Perché questa misura riguarda le famiglie in difficoltà
Per molte famiglie italiane, la mobilità è una voce di spesa sempre più pesante.
Acquistare un’auto nuova può essere impossibile quando il bilancio familiare è già assorbito da affitto, mutuo, bollette, carburante, rate, finanziamenti, spese scolastiche o sanitarie.
In alcuni territori, però, non avere un’auto significa avere più difficoltà ad andare al lavoro, cercare occupazione, assistere familiari o raggiungere servizi essenziali.
Per questo il noleggio sociale auto può diventare uno strumento utile, se attuato in modo concreto e accessibile.
Non è una misura che risolve da sola la crisi economica delle famiglie.
Non cancella debiti, non sostituisce una valutazione del bilancio familiare e non elimina il peso delle altre spese.
Può però aiutare alcune famiglie a sostenere meglio il costo della mobilità, evitando l’acquisto immediato di un veicolo nuovo.
Cosa devono fare ora le famiglie interessate
Al momento non è ancora possibile presentare domanda.
Le famiglie interessate dovrebbero però verificare alcuni elementi in anticipo:
ISEE aggiornato;
eventuale possesso di un veicolo M1 fino a Euro 4 da rottamare;
intestazione del veicolo da almeno 12 mesi al richiedente o a un familiare convivente;
necessità reale di un’auto per lavoro, famiglia o servizi essenziali;
sostenibilità del futuro canone di noleggio, che sarà definito dalle regole attuative.
Il punto più importante è non confondere l’istituzione della misura con la sua apertura operativa.
Il noleggio sociale auto è previsto dal DPCM Automotive 2026, ma le domande non sono ancora partite.
Conclusione
Il noleggio sociale auto è una misura da seguire con attenzione, perché collega mobilità, reddito familiare e sostenibilità economica.
Per molte famiglie l’auto è una necessità quotidiana, ma il costo di acquisto e mantenimento di un veicolo può diventare difficile da sostenere.
Il programma previsto dal DPCM Automotive può rappresentare un aiuto, ma solo dopo l’adozione del decreto attuativo sarà possibile capire come funzionerà davvero.