Indebitamento in Italia

L’indebitamento in Italia conquista tristemente un posto di rilievo nel panorama europeo. Secondo l’Osservatorio europeo sull’indebitamento, il dato medio pro capite italiano ha superato i 29mila euro nel 2024, cifra non solo impressionante ma anche superiore a quella di Spagna e Portogallo. In questi due Paesi, il debito medio pro capite è rispettivamente di circa 17mila e oltre 20mila euro.

Tale situazione rende evidente come il Bel Paese, nonostante abbia meno debiti in termini numerici rispetto alla Spagna e Portogallo, presenti importi decisamente più alti. Un quadro che suggerisce modelli di debito personale e finanziario diversi tra i Paesi. In questo articolo, vedremo come l’Italia tende a privilegiare prestiti personali di maggiore entità, strategia finanziaria che ne configura un’amministrazione molto singolare.

Diversità nei modelli di indebitamento

La disparità nei modelli di indebitamento tra Italia, Portogallo e Spagna è evidente. Mentre in quest’ultima nazione è il microcredito a dominare il mercato, portando alla proliferazione dei piccoli debiti, in Italia l’orientamento è verso prestiti personali di ammontare elevato. Tale trend sottolinea che il modello finanziario tende a favorire i cosiddetti prestiti non finalizzati, diversamente dalla cultura iberica, orientata invece su prestiti più contenuti e specifici.

Tuttavia, nonostante il minor numero di debiti, in Italia i cittadini accumulano esposizioni economiche superiori, aspetto che suggerisce un utilizzo differente e più consistente del credito. Non va trascurata l’influenza delle differenze di genere sulla vita economica personale e familiare, di cui parleremo di seguito.

Indebitamento in Italia: influenza delle differenze di genere

In Italia, la netta predominanza maschile (67,9%) tra i debitori si contrappone allo scenario portoghese dominato dalle donne (56,3%). L’evidente disparità economica potrebbe trovare una spiegazione nella varianza dei redditi e delle responsabilità finanziarie tra i generi.

In Spagna, invece, il carico di debito è meno accentuato, con il 55,4% di uomini e il 44,6% di donne a condividerlo.  Dati come questi inducono a riflettere sulle dinamiche finanziarie di genere, soprattutto considerando che la fascia di età nel nostro Paese più esposta a tale indebitamento si attesta tra i 50 e i 55 anni.

Andamenti degli importi nel tempo

L’andamento degli importi di gestione del debito nel tempo è un’altra dimensione che presenta variazioni notevoli. Dal 2021 al 2024, le oscillazioni sono rimaste abbastanza contenute, attestandosi attorno ai 29mila euro. Nello stesso periodo, in Spagna la riduzione complessiva del numero medio di debiti è del 23,4%, mentre in Portogallo l’esposizione debitoria è aumentata.

Anche se il numero medio di debiti è aumentato in Italia da 2,2 a 2,5, resta inferiore rispetto agli altri due Paesi. In termini generazionali, il debito è più marcato nei cinquantenni italiani rispetto ai loro omologhi spagnoli e portoghesi. Le politiche economiche e sociali sono chiamate quindi ad affrontare queste problematiche in futuro.

L’indebitamento in Italia continua a essere un fenomeno alquanto complesso e differenziato, che si colloca in un contesto europeo variegato, con differenze dettate anche da fattori culturali e sociali. L’esigenza di una “siesta” sui debiti si fa sentire sempre di più.

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