L’Assegno di Inclusione (ADI), istituito con il Decreto-Legge del 4 maggio 2023, n. 48, è una misura strutturata per moderare la povertà e promuovere l’inclusione sociale in Italia. Dal 1° gennaio 2024, l’ADI si rivolge ai nuclei familiari economicamente fragili, garantendo loro sostegno economico e favorendo l’inserimento lavorativo. In questo articolo, parleremo di requisiti di accesso, della procedura per presentare domanda e i percorsi di attivazione previsti per i beneficiari.
Assegno di Inclusione: prerogative fondamentali per l’ottenimento
L’ottenimento dell’Assegno di Inclusione è subordinato al rispetto di specifici e ben delineati requisiti socio-economici. Prima di tutto, i destinatari di questo sostegno devono appartenere a nuclei familiari che versano in condizioni di fragilità economica. Essi, per qualificarsi, devono avere almeno un componente familiare minorenne, oppure soggetto a disabilità accertate, o ancora di età pari o superiore ai sessant’anni.
Attenzione particolare va, inoltre, riservata ai criteri economici, che prevedono il possesso di un ISEE non superiore alla soglia che viene annualmente definita. Nel prossimo paragrafo ci soffermeremo sulla procedura necessaria per richiedere formalmente l’assegno di inclusione.
Modalità operative per la richiesta dell’Assegno di Inclusione
La presentazione della domanda per l’Assegno di Inclusione deve avvenire tramite il portale dedicato dell’INPS, dove vengono verificati i requisiti economici e anagrafici del nucleo familiare. La valutazione include anche la verifica della condizione di svantaggio.
Una volta accolta la domanda, il richiedente ha l’obbligo di sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale entro trenta giorni. Tale accordo, gestito attraverso il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), prevede la partecipazione a percorsi personalizzati di inclusione. Le attività formative e di orientamento sono stabilite dai servizi sociali e dai centri per l’impiego. Nel successivo paragrafo ci concentreremo su durata e importo.
Durata e importo massimo dell’Assegno di Inclusione
L’Assegno di Inclusione dura massimo 18 mesi. Al termine di questo periodo, è possibile richiedere il rinnovo, procedura che prevede l’interruzione di un mese, per ulteriori 12 mesi. L’importo è soggetto a fluttuazioni secondo le caratteristiche del nucleo familiare dell’ISEE. Il rispetto delle soglie ISEE rimane imprescindibile. Con la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale, i beneficiari intraprendono un cammino personalizzato di inclusione.
Quelli di età tra i 18 e i 59 anni, non coinvolti in percorsi di studio o lavoro, sono tenuti a rispettare gli obblighi di attivazione lavorativa e sociale, tra cui la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale e la partecipazione ai percorsi formativi e di politica attiva del lavoro. Chiudiamo l’articolo parlando delle categorie esenti dagli e delle sanzioni previste.
Categorie esonerate dagli obblighi di attivazione e relative sanzioni
L’Assegno di Inclusione prevede delle esenzioni dagli obblighi di attivazione per specifiche categorie di beneficiari. Tali esclusioni si estendono a:
- titolari di pensione diretta;
- persone di età pari o superiore a sessant’anni;
- individui con disabilità, fatte salve le iniziative di collocamento mirato;
- chi è affetto da patologie oncologiche.
Sono altresì esonerati coloro che gestiscono carichi di cura, come minori di tre anni o familiari con disabilità. Le sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi variano dalla sospensione alla decadenza del beneficio, a seconda della gravità delle inadempienze.