Acquisto o affitto casa: un sogno irrealizzabile per circa 10 milioni di famiglie italiane. Trovarsi una casa è come cercare l’Isola che non c’è, specialmente in città come Milano, Roma e Napoli. Il mercato immobiliare è diventato una giungla dove poche famiglie riescono a sopravvivere. In questo articolo, spiegheremo perché l’acquisto o affitto casa sono diventati quasi inaccessibili, non soltanto in Italia, ma anche in altre parti d’Europa.
Acquisto casa: perché sono diventati quasi inaccessibili?
La casa, che una volta era il simbolo del “nido” familiare, oggi è diventata un sogno irraggiungibile per molte famiglie italiane. Secondo l’Ance, il pivot, che è un indicatore fondamentale, ha messo in evidenza che la quota di reddito che le famiglie devono destinare per il mutuo supera il 30%. Acquisto casa insostenibile? Parrebbe di sì.
Per chi vive con un reddito nel primo quintile, quindi non oltre i 15mila euro, tale quota arriva fino al 38,8% a livello nazionale, con picchi ancor più drammatici nelle città principali. A Milano questo indice schizza all’82,9%, quindi il famoso detto “chiavi in mano” di una casa diventa illogico.
Roma e Firenze non sono da meno, con rispettivamente il 61,4% e il 61%. Anche le famiglie della fascia grigia, che arrivano fino a 24mila euro, non navigano in acque tranquille: sebbene il loro indice si fermi a un meno preoccupante 24,9% a livello nazionale, nelle metropoli come Milano e Napoli si assesta intorno al 54% e il 41%. L’acquisto è una chimera, un’ombra sfuggente nel deserto immobiliare. L’affitto casa non vive una situazione migliore: andiamo a vedere i numeri di seguito.
Affitto casa sempre più complicato
Se acquistare casa sembra una missione impossibile, affittarla non è tanto più semplice per molte famiglie italiane. L’Ance ha calcolato che il canone annuo si mangia una bella fetta di reddito disponibile.
Per coloro nel primo quintile, l’indice d’accessibilità all’affitto tocca il 36,1% in media nei capoluoghi. Milano è la peggior nemica del portafoglio, arrivando a un esorbitante 70%, seguita a ruota da Roma e Firenze con il 60%.
Anche le famiglie della fascia grigia risentono del peso degli affitti, destinando il 23,2% del loro reddito a questa spesa. Le metropoli non concedono tregua: a Milano serve il 46% del reddito, mentre a Roma e Firenze si accontentano di “solo” il 39% e il 40%. Insomma, l’affitto casa nelle città resta un’impresa. In Europa, la situazione non è certo più rosea: vediamo in che misura.
Un nodo europeo
Se le famiglie italiane piangono lacrime amare, quelle del resto d’Europa non stanno di certo ridendo. Secondo l’Ance, la crisi abitativa si fa sentire forte e chiara in tutto il Vecchio Continente, ormai anche al centro della scena politica dell’UE.
La nomina di Dan Jørgensen a Commissario per l’energia e l’edilizia abitativa sottolinea l’assunzione di responsabilità da parte della Commissione europea. Inoltre, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è stata incaricata di sviluppare strumenti finanziari per accedere più facilmente alle abitazioni. Insomma, il forte impegno al cambiamento è stato dichiarato, bisogna vedere se verrà attuato nei fatti.