Si parla troppo poco di disuguaglianze regionali. Eppure dovrebbe essere un argomento da prima pagina, specialmente quando si scopre, per esempio, che solo l’1% della popolazione italiana detiene un patrimonio 84 volte maggiore rispetto a quello del 20% più povero. Non sono numeri dati a caso, ma arrivano direttamente dal rapporto di Oxfam Italia, il quale dipinge un quadro piuttosto drammatico delle disuguaglianze in crescita nel Lazio. E non è certo un caso isolato.
Nella Regione, l’indebitamento delle famiglie è altissimo, con la Ciociaria che segna il picco di 15.185 euro per nucleo familiare. Oltre alla questione dei debiti, c’è la crisi inflattiva senza precedenti, la pressione fiscale elevata e un mercato del lavoro tentacolare che sembra fatto apposta per complicare le vite di lavoratori e lavoratrici.
In questo anfiteatro di problemi, la Cisl del Lazio è riuscita ugualmente a delineare alcune strategie per arginare l’emorragia economica: ridurre la pressione fiscale e promuovere la crescita reale della base produttiva. Approfondiamo di seguito la questione, parlando di come queste misure economiche possono concretamente appianare le disuguaglianze nelle regioni colpite.
Disuguaglianze regionali: perché il potere d’acquisto è crollato nel Lazio?
Il potere d’acquisto viene spesso decantato, ma raramente intravisto. Le cose, purtroppo, non stanno affatto migliorando. L’inflazione aumenta e le fasce vulnerabili si ritrovano sempre più ai margini.
La Cisl del Lazio ha sottolineato che, nonostante lavorino, molte persone non riescono a coprire le spese basiche. Il cosiddetto “lavoro povero” è ormai una routine quotidiana per tanti. Senza dimenticare che le disuguaglianze all’interno del mercato del lavoro laziale e romano si presentano sempre nella stessa forma: salari bassi, lavori precari e differenze retributive che colpiscono principalmente donne e giovani.
Da Roma a Latina, passando per Frosinone, i numeri raccontano una storia di difficoltà economiche che non si risolvono con il semplice taglio delle spese superflue. Roma guida questa classifica con 30.851 euro di debito medio per nucleo familiare.
Quali sono, quindi, le proposte per rivitalizzare il mercato del lavoro, dal salario legato all’inflazione a disincentivare i contratti non standard, come ulteriore risposta alle disuguaglianze regionali? Scopriamolo.
Possibili soluzioni: riduzione pressione fiscale e contrattazione sociale
Se si parla di soluzioni, si entra nel campo delle probabilità statistiche. La Cisl del Lazio punta sulla riduzione della pressione fiscale come leva per alleviare le disuguaglianze. Con un accordo che consente alle famiglie che hanno redditi fino a 35.000 euro di pagare l’aliquota ridotta, si spera di mettere un cerotto su una ferita aperta. Mentre si aspetta l’attuazione di analoghe misure anche a Roma, non resta che attrezzarsi di pazienza.
Per affrontare le disuguaglianze regionali serve la collaborazione di tutte le istituzioni, che dovranno rimboccarsi le maniche e puntare sulle politiche attive, sulla formazione e sulla riduzione efficace della pressione fiscale. Potrebbe non essere facile, ma è un passo indispensabile se non vogliamo che la forbice tra chi ha e chi non ha si allarghi ancora di più nel nostro panorama economico italiano.