Tema molto sentito in Italia, la crisi economica viene sovrastimata da due italiani su tre. Anche se le ultime statistiche parlano chiaro, con il 10% delle famiglie italiane che lotta per arrivare a fine mese, ci sono tante persone convinte che la situazione sia ancora più critica. Ad alimentare questa visione alquanto negativa è l’incertezza che ruota intorno al futuro economico del Paese.
Secondo il rapporto elaborato da Ipsos per Dixan e Cesvi, gli italiani hanno una percezione differente sulla povertà d’igiene e l’andamento economico generale. In questo articolo, vedremo come tali percezioni influenzano la vita delle famiglie italiane in difficoltà, i fattori alla base di tali preoccupazioni e chi potrebbe intervenire per cambiare lo stato delle cose.
La percezione della crisi economica
La crisi economica è strettamente collegata alla situazione finanziaria in cui versano molti italiani, che si dichiarano insoddisfatti e vedono pochi spiragli di miglioramento. In circa il 50% degli intervistati il pessimismo regna sovrano, attribuendo gran parte dell’insoddisfazione al costo della vita.
Infatti, il 33% delle famiglie ammette che una eventuale spesa imprevista di 1.000 euro sarebbe difficile da gestire. Spese straordinarie come gli interventi dentistici o la sostituzione degli elettrodomestici diventano delle chimere. La negatività è più diffusa tra le donne, specialmente quelle non occupate e le over 45.
Il quadro generale si riflette anche nel futuro: il 64% degli intervistati crede che l’Italia non stia andando nella direzione giusta. La povertà d’igiene è una diretta conseguenza di tutto questo. Analizziamo la questione di seguito.
Povertà d’igiene: una condizione poco conosciuta
La povertà d’igiene, che all’interno delle crisi economica viene ancora sottovalutata, è l’impossibilità da parte delle famiglie italiane di spendere denaro per l’igiene personale e per i capi d’abbigliamento. In pochi conoscono a fondo questo problema, in particolar modo i giovanissimi e chi è particolarmente sensibile alle tematiche sociali.
La conoscenza di questa forma di povertà arriva esclusivamente dalle esperienze personali, anche se i mass media stanno cercando di portarla all’attenzione del pubblico. Quali sono le conseguenze sociali e personali della povertà d’igiene? Le sinergie tra gli enti possono offrire delle valide soluzioni? Risponderemo di seguito.
Le conseguenze della povertà d’igiene e chi dovrebbe intervenire
Chi non riesce ad accedere alle condizioni base dell’igiene viene spesso isolato ed emarginato. Deve anche affrontare problemi di salute, mentre nei bambini imperversano gli effetti psicologici del bullismo e la scarsa autostima. Anche sui luoghi di lavoro c’è chi non riesce ad accedere ai servizi di igiene di base. Tali problematiche sottolineano l’importanza di interventi mirati per aiutare chi è in difficoltà.
Per gli italiani, tocca alle istituzioni nazionali ed europee fronteggiare la povertà d’igiene. Al loro fianco dovrebbero esserci anche le organizzazioni non profit e le aziende locali. Le partnership tra Ong e grandi aziende vengono viste positivamente, specialmente se le aziende fanno parte del settore della cura della casa e della persona. Soltanto la percezione reale della povertà in Italia, però, porterà alla creazione di strategie collaborative per combattere l’impatto della crisi economica.